Opportunismo e pretesti
Andrea Andreutti - 12/11/07Mi riferisco al triste episodio di ieri in cui ha perso la vita un giovane ragazzo di Roma.
Con fredda obiettivita’ la cronaca poteva essere descritta in questo modo: giovane muore in autogrill colpito da proiettile vagante partito inavvertitamente dall’arma di un poliziotto. Insomma una tragica fatalita’ causata da una imperdonabile disattenzione.
Ma nella sua tragicita’ una notizia del genere oggi non paga piu’ e quindi ecco i nostri bravi giornalisti dare un tocco di folclore per spostare l’accaduto su un campo molto piu’ caldo dove l’interesse e’ massimo: quello dello scontro tra diverse tifoserie calcistiche e l’eccesivo uso di forza da parte della polizia per sedarlo. E via con notizie sommarie e parziali, in cui il dubbio generato nell’ascoltatore rende l’interesse piu’ morboso e ideale per scaldare gli animi dei piu’ condizionabili perche’ meno obiettivi.
Il resto, fatto di assurdi quanto inutili episodi di teppismo, lo conosciamo tutti.
Sui modi poco ortodossi utilizzati spesso dalle forze dell’ordine, penso si possa essere tutti d’accordo.Ma manifestazioni come quelle viste ieri non portano a nulla e sono vergognose.
Ne’ mi convincono che dietro tanta inutile violenza ci sia vero dispiacere per una giovane vita spezzata cosi’ tragicamente.
4 commenti »
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Febbraio 2007, il polizziotto Filippo Raciti muore in seguito ai violenti scontri che avvengono tra i tifosi del Catania e le forze dell’ordine.
Di una cosa erano tutti certi quel venerdì sera “NON SI PUO’ MORIRE PER UNA PARTITA DI CALCIO, IL CALCIO SI FERMI E RIFLETTA”.
Tutti daccordo, tutti sdegnati, il calcio si fermò.
Novembre 2007, il tifoso Gabriele Sandri, romano, mentre si sta recando con amici a Milano per assistere alla partita INTER-LAZIO viene ammazzato con un colpo di pistola partito da un polizziotto. Un omicidio. Un fatto gravissimo! Gabriele Sandri non era armato, non stava mettendo in pericolo di vita l’agente, non aveva commesso nessun retao se non forse quello di aver partecipato ad una piccola rissa con un gruppo di tifosi juventini incontrati in Autogrill. Nessun alibi per il polizziotto quindi.
Amato, il ministro degli interni dopo aver consultato i suoi colleghi decide “TUTTE LE PARTITE INIZINO CON 10 MIN. DI RITARDO”.
Ma come? Per Raciti si ferma il calcio e per la morte di un tifoso no?
Dovè la coerenza?
Commenti immediati da parte delle autorità:
“Il fatto anche se gravissimo è isolato…non sono tutti così i polizziotti”.
Ok, perfetto, il discorso non fa una piega, ma perchè non si è usato lo stesso metro di giudizio quando a morire fu Raciti?
Nessuno disse “Non tutti gli ultrà sono così…” no, tutti dissero e fecero il contrario.
Bisogna andare indietro di 9 mesi per capire le ragioni dei gravi incidenti di ieri…
A seguito dell’omicidio Raciti in governo impiegò 3 giorni, dico 3 giorni per emanare in tempi record un decreto, il decreto Amato, che di fatto criminalizzava tutte le tifoserie in maniera indistinta.
Questa legge fu scritta e creata da persone che mai hanno messo piede in una curva e molti nemmeno in uno stadio.
Di solito quando c’è un problema la prima cosa da fare è capire il problema, studiarlo, e poi agire.
Qualcuno è a conocenda del fenomeno Ultrà in Italia? Di questa sottocoltura nata alla fine degli anni ’60?
Qualcuno ha provato a parlare con gli ultrà per capire i motivi di questo odio con le forze dell’ordine?
Il governo Inglese trattò con l’IRA per arrivare a patti, il governo spagnolo con l’ETA, stiamo parlando di terrorismo, di associazioni che hanno fatto migliaia di morti…
Il governo italiano non ha mai provato a trattare con gli Ultrà…non ha mai cercato il dialogo…solo repressione….leggi speciali…
Siamo alla legge quindi…dopo l’omicidio di Raciti…
La legge è durissima! Vieta di dare i biglietti ai club di tifosi, vieta le bandiere, gli striscioni, i tamburi, i fumogeni…
Gli stadi diventano delle caserme…tornelli, metal detector, prefiltraggi…
Le trasferte sono sempre più difficili da organizzare, la gente spesso si arrangia per fatti propri, con tutti i rischi del caso…(come Sandri appunto…).
La legge ha molti aspetti anticostituzionali…vieta ad esempio di esporre striscioni se non autorizzati una settimana prima dalla questura quando la Costituzione dice che c’è libertà di espressioni in tutti i modi, verbale, scrita…vieta la libera circolazione delle persone, molte trasferte vengono infatti vietate ai tifosi ospiti…
Tutto questo non ha fatto altro che aumentare l’odio da parte dei tifosi verso le istituzioni e le forze di Polizia che dal canto loro hanno avuto ancora più poteri repressivi verso i tifosi…
Ora la frittata si rigira, è un poliziotto che uccide un tifoso…cosa bisognava aspettarsi? Sentite condoglianze?
ONORE AGLI ATALANTINI che hanno imposto GIUSTAMENTE, la sospensione della partita!
ONORE a tutti gli Ultrà Italiani che hanno manifestato con striscioni, cori, manifestazioni il loro dissenso contro le forze dell’ordine.
ONORE a tutte le persone che contro tutto e tutti portano avanti i loro ideali di poter tifare con passione per la propria squadra.
Chi dice che ai tifosi è tutto permesso, che l’ultrà è solo un delinquente, che solo per l’ultrà c’è impunita non ha mai frequentato una curva.
Pochi giorni fa un mio amico Johnny Boy ha scritto in un bellissimo editoriale sul suo blog che le persone migliori le ha conosciute allo stadio..
Io ho conosciuto persone stupende. Che danno la “merda” alla maggior parte dei benpensanti in fatto di valori, persone che mi hanno dimostrato amicizia, fratellanza, solidarietà, rispetto.
Non dimenticherò mai quando alla morte di mio padre vidi tutti i capi della curva presenti al suo funerale, o il loro starmi vicino dopo l’essere rimasto orfano. Non dimenticherò mai la solidarietà dimostratami e l’amicizia di tante tante persone.
Non dimenticherò mai che la Polizia ha cercato di rovinare la vita a due dei miei più cari amici, Luca e Johnny, arrestandoli senza motivo e inventando menzogne su menzogne nei loro verbali…pestandoli a sangue una volta tratti in arresto…
Non dimenticherò mai la faccia del poliziotto che la mattina seguente l’arresto di Luca in tribunale mi disse “Io lo so che non è stato il tuo amico…ma voi siete tutti delle merde e se posso rovinargli la vita io sono contento…”.
Non dimenticherò mai manganellate su donne, vecchi, persone innocenti, manganelli tenuti al contrario per fare più male…
Non dimenticherò mai a Perugia l’immagine di un nostro amico colpito da 2 metri da un lacrimogeno in faccia…che al posto dell’occhio aveva un buoco nero e ora ha un occhio finto…
Non dimenticherò tutti i soprrusi, le minacce, i pestaggi dentro i treni senza motivo…
Io non le dimenticherò mai tutto questo e come me tutti gli ultrà d’Italia avevano ieri sera la loro dose di rancore…
Ecco spiegato il motivo della violenza di ieri…
Se qualcuno non l’ha capito è in atto una guerra tra ultrà e forze dell’ordine…
Ora sta al governo decidere…se un altra legge repressiva o il dialogo…
Commento di Cristian — 12 novembre 2007 #
mah, di nuovo in questa vicenda vedo solo la mancata professionalità dei giornalisti e soprattutto quella del ministero degli interni e della polizia nel gestire un omicidio (tale resta) come quello del giovane romano.
parlano sempre di professionalità, merito e responsabilità ma non ne conoscono il senso.
ATTENZIONE: i teppisti da stadio sono e restano corcoscritti al fenomeno calcio ma resto più preoccupato dalla possibilità di non essere adeguatamente protetto dalle forze dell’ordine e dal fatto che si strumentalizzi sempre tutto, anche la morte accidentale (siamo sicuri o c’è altro dietro?) di un ragazzo a favore del sistema e della politica?
Ultima riflessione: state viaggiando in autostrada per godervi le ferie con la vs famiglia ed improvvisamente sentite un botto e vedete un vs familiare crepare nell’auto; scoprite che é stato un poliziotto.
domanda: che pensate? che fate?
MA SIAMO IN UN PAESE CIVILE O IN UN FILM DELL?ISPETTORE CALLAGAN???
Commento di lucio — 13 novembre 2007 #
@cristian
sul fatto che sia piu’ facile trovare un amico vero tra gli ultras che alla scrivania di fianco alla tua, nulla da eccepire.
conosco la storia di luca e quindi posso confermare che chi rappresenta lo stato dovrebbe come minimo essere in grado di non cadere in approssimazioni e paragoni assurdi come quelli che tu hai raccontato, facendo di ogni erba un fascio. i colpevoli sono i colpevoli, gli innocenti sono innocenti. senno’ poi no si puo’ condannare reazioni violente e perfino esagerate all’ingiustizia.
@lucio
non voglio pensare, e lo spero di cuore, che l’accaduto sia diverso da quello che oggi conosciamo: un increscioso incidente. vediamo con obiettivita’ cosa diranno gli svilupppi.
nel frattempo stiamo tutti calmi e tranquilli, per favore.
Commento di Andrea Andreutti — 16 novembre 2007 #
sono tranquillo.
se x questo…è successo ad altri (è questo il senso della mia riflessione, anche se forse nn si era capito il tono della email).
un consiglio: impariamo ad affrontare gli argomenti solo quando ne conosciamo gli ambiti; troppo comodo moderare e liquidare una discussione come questa con un semplice tranquilli, attendiamo.
ho il presentimento che non sia un argomento adatto a questo blog ed alle persone che normalmente lo visitano.
saluti.
lucio
Commento di lucio — 16 novembre 2007 #