Ma non e’ che ci rode?
Andrea Andreutti - 27/02/07OK, ho visto anch’io il sito www.italia.it e il celeberrimo logo.
Come voi ho letto quanto questo progetto e’ costato e chi mi conosce puo’ facilmente immaginare come la penso.
Pero’ voglio provare a essere ottimista. Allora la sensazione e’ che ancora una volta, dove manca la conoscenza (parlo di chi ha coordinato il progetto), si guarda a una nuova opportunita’ di questo tipo come a un progetto da cavalcare al volo e spremerne i benefici a breve termine (in termini di notizia e popolarita’ di chi lo ha realizzato). In questa logica ha anche senso portarlo a termine (ovvero online) nel piu’ breve tempo possibile e senza troppi sbattimenti.
D’altronde capita anche nelle aziende.
Cosi’ ci si rivolge alle grosse societa’ di consulenza. Loro sanno sempre cosa fare, capire l’esigenza del cliente e soprattutto dove c’e’ trippa per gatti. E anche prendersi piu’ trippa possibile.
Eh si’, forse e’ successo cosi’.
E noi “esperti del web”?
Beh, ci siamo rimasti male e si vede.
Prima di tutto perche’ molti di noi, nelle rispettive aziende, stanno ancora facendo i “web evangelist”. Poi perche’ ci tocca ancora strappare con i denti ad altre voci di budget quegli investimenti necessari a sviluppare iniziative di online marketing che siano adeguate. Cosi’ per noi 45-50 milioni di euro sono un sogno; come essere invitati a cena da Naomi Campbell.
Forse ci siamo rimasti male perche’ siamo convinti che avremmo potuto fare di meglio. Forse anche perche’, nonostante gli eventi nei quali abitualmente facciamo sentire la nostra voce (alcuni a dire il vero assai autocelebrativi), non siamo riusciti ad arrivare cosi’ in alto da accalappiarci una piccola particina in quest’opera tutta italiana.
Magari anche perche’, in fondo, abbiamo capito che ci sono venditori piu’ bravi di noi, anche se hanno merce peggiore da vendere.
E allora, come si dice a Roma, “ce rode”.
Forse, come quando da bambini giocavamo a calcetto, serve di piu’ “affinare le tecnica” che saper tirare bordate in direzione della porta.
Continuero’ a pensarci su’.
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