La verità al tempo di internet (e non solo)

Sul Corriere della Sera di oggi, a pagina 31, è riportato il pensiero di Gianni Riotta sul tema dell’informazione e della “verità” al tempo di internet. Riotta teme che la verità “moltiplicata” nei diversi siti internet e blog rischi di essere deformata, creando falsi convincimenti.
Ho un’opinione diversa. Ritengo che alla persona desiderosa di informarsi e comprendere gli eventi sia comunque possibile risalire alla notizia (almeno, e fortunatamente, nel nostro paese). Il problema dell’uomo della strada è semmai riuscire a collegare e mettere in relazione notizie diverse relative allo stesso caso, comprendendo gli effetti che causano. E’ qui che mi aspetterei un contributo obiettivo da parte dei giornalisti, un contributo che purtroppo sento carente sia sulla stampa quotidiana, sia nelle nostre amate televisioni di stato e commerciali.
Gli stessi telegiornali ci dipingono la stessa notizia in maniera talmente differente da chiederci se siamo noi a on capire o se siamo veramente nell’era del tutto e contrario di tutto. E in questo caso con una portata (in termini di audience e quindi di influenza) ben diversa da quella di internet, perchè in assenzadi effetto long tail.
Riotta, come la mettiamo?

1 commento »

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  1. Colgo l’occasione per commentare questo post che credo abbia toccato il punto.
    Gianni Riotta è un bravo giornalista, ma la rete la si deve vivere, per giudicarla.
    Concordo con Andrea sul fatto che chi vuole ha l’opportunità di “trovare” la notizia depurata dalla “ideologia” di chi la ha commentata.
    Cosa diversa riguardo al tema della differenza tra le stesse notizie presentate nelle differenti testate giornalistiche televisive.
    Spiego brevemente il mio punto di vista:
    In Italia il modello di anchorman, di giornalista all’americana che è di parte [ ed è accettato comunque per la sua onestà nel dirlo e per la sua capacità di essere libero] in Italia quell’idea si è “sviluppata” facendo diventare il giornalista un addetto stampa.
    Il politico chiama e lui scrive [ naturalmente lungi da me generalizzare, ma nella maggior parte dei casi …], questa è la differenza, e questo porta allo sbigottimento dello spettatore medio della tv in Italia che- diversamente dell’internauta medio che sa dove confrontare le notizie- ha solo quella opportunità di avere le notizie e, alla fine, si convince che i fatti siano veramente andati come sono stati raccontati.
    Viva la rete che permette libertà, sempre che questa venga usata, con oculatezza.

    Commento di salvo pinella — 19 gennaio 2009 #

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