I team dei perdenti
Andrea Andreutti - 18/04/11Oggi voglio parlare di quelli che definisco “i team dei perdenti”, ovvero quei gruppi di persone che alla prima difficoltà o minaccia, invece di rimanere coesi e darsi manforte, scatenano lo scaricabarile e la caccia alle streghe.
Un po’ come se in una battaglia, riprese dal comandante perchè non sono riuscite a raggiungere del tutto l’obiettivo, due squadre si accusassero a vicenda, invece di spostare l’attenzione sui risultati ottenuti e essere così più forti e unite per le conquiste del giorno seguente.
Così in un attimo si distrugge tutto: la fiducia reciproca tra le persone, il rispetto nel comandante che non ha colto lo sforzo fatto, la passione per la missione, la spinta del singolo, che nei momenti di difficoltà è l’elemento che può fare la differenza.
I team dei perdenti non sono quasi mai formati da lavativi o sciocchi, ma da persone intelligenti che a tutti gli effetti dedicano tempo e sforzi alla loro missione. Forse il sentire in maniera eccessiva la pressione che viene dall’alto o non credere totalmente in se stessi le fa reagire in maniera avventata e poco razionale. Magari sono talmente prese nei propri sforzi che nei momenti critici perdono la lucidità.
I team dei perdenti fanno perdere tutti: i singoli, i gruppi e quegli stessi capi, che (magari poco propensi all’ascolto) si troveranno a gestire una situazione poco felice.
I “team dei perdenti” sono nella nostra società, specialmente nelle organizzazioni complesse: in politica, nelle associazioni, negli uffici, nelle scuole e in tanti altri posti.
Ora che li conoscete, statene alla larga oppure trasformate in vincente il team dei perdenti in cui potreste trovarvi o che, anche inconsciamente (come membro o come capo), potete aver contribuito ad alimentare.
Investiamo le nostre energie nelle cose che lo meritano
Andrea Andreutti - 14/04/11La vita a volte ci impone dei tempi diversi da quelli che ci aspettiamo. Me lo ha ricordato questa sera, in modo surreale, di fronte a una birra, la notizia della scomparsa di un ragazzo che conoscevo. Pensare a come i suoi sogni e i suoi progetti siano stati annientati in un paio di mesi, mi spinge a riconsiderare le cose che sono veramente importanti, a sorridere delle futili ragioni per cui a volte si torna a casa incazzati alla sera, a dubitare degli obiettivi per i quali, magari convinti più dall’ambiente che ci circonda che dal nostro sentire, togliamo del tempo a noi stessi e alle persone che amiamo. E a investire quanto più mi è possibile le mie energie in cose in cui credo sul serio.
Il mestiere di vendere il sogno
Andrea Andreutti - 07/04/11Penso che il bello del nostro lavoro sia riuscire a vendere il sogno.
Specie se in quel sogno crediamo almeno un po’ anche noi.
Per farlo non servono fuochi d’artificio o paroloni, ma solo un po’ di sensibilità.
E così scopriamo ancora una volta che hardware, software, caratteristiche tecniche sono sì importanti ma a noi non servono più.
IL 3D senza occhialini
Andrea Andreutti - 27/02/11Con la commercializzazione della nuova Nintendo 3DS, molti cominciano a chiedersi come sia possibile vedere immagini 3D senza utilizzare i classici occhialini.
La cosa è possibile grazie all’autostereoscopia, una tecnica che può essere utilizzata con successo quando si parla di piccoli schermi osservati frontalmente da una persona, ma che non permette analoghi risultati se applicata ad un classico schermo TV.
Qui una spiegazione dettagliata di come funziona sulla 3DS.
Qui invece una sintetica per chi ha fretta.
Lego jewellery
Andrea Andreutti - 21/02/11Non è mai troppo tardi per tornar bambini.
Questi gioielli costruiti con il Lego sono semplicemente bellissimi.
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