Difendere le moto euro 0 in Italia

Eravamo un discreto numero.
Ma se ci fosse stata la meta’ dei motociclisti e scooteristi che ogni giorno lavorativo della settimana transitano sulle corsie preferenziali di Milano, forse non sarebbe bastato l’intero piazzale della Stazione Centrale.
Non e’ stato cosi’.

Pioveva, e’ vero. Ma esistono le tute da pioggia e ogni motociclista, anche improvvisato ne ha una o puo’ reperirla. Era sabato, ma ognuno di noi, a modo suo, e’ stanco della settimana lavorativa.

Cosi’ mi sono venute in mente le parole di mio nonno materno, classe 1915, quando mi raccontava che loro certe cose se le erano dovute sudare, anche a caro prezzo. Ma oggi in Italia probabilmente questo approccio non si usa piu’, salvo lamentarsi quando la mannaia, per una ragione o per l’altra, cade sulla propria singola testa.

Stamattina, ad eccezione di due bambini accompagnati dal padre, i partecipanti erano tutti mediamente di eta’ superiore ai 33-35 anni. C’erano uomini di oltre 60 anni con moto storiche (o da definire tali), guzzisti fedeli, motociclisti con Goldwing, membri di motoclub, Harley comprese. Altri avevano moto nuove, esenti dai rischi dell’ingiusto decreto sulle euro 0, ma erano li’ per la difendere la categoria, perche’ amano farne parte.

Quella che mancava era la massa critica, quella che interessa i costruttori, i rivenditori e chi sforna riviste di settore, quella che comprende anche i motociclisti che vivono la moto come un comodo mezzo per gli spostamenti in citta’ e nel fine settimana, ma che se domani inventano l’auto volante – che fa piu’ figo – passano subito a quella. Che poi sono le stesse persone che si riempiono la bocca parlando delle gesta di Valentino Rossi al bar e in ufficio. Questa massa critica non ha sentito suo il problema, o forse non usa internet e quindi la notizia dell’appuntamento non l’ha raggiunta.

Assenti anche i giovani (universitari e non), ovvero ragazzi con meno di 30 anni. A loro probabilmente queste cose non interessano; magari perche’ la moto nuova gliela compra papa’ e allora il discorso non li tocca.
Forse sono gli stessi che non si preoccupano piu’ di tanto dell’economia del paese e del futuro professionale che offre, fino a che c’e’ qualcuno che garantisce la sicurezza, poi si vedra’.

Per loro piu che per noi, ai quali sostituire una moto vecchia con un nuovo modello costituisce solo dal punto di vista materiale il minimo degli sforzi, ho provato un po’ di tristezza.

Qui alcune foto della mattinata >>

1 commento »

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  1. Ho un amore, diverso e analogo per le automobili. Mi piacciono quando trasudano un pezzo di storia, quando hanno lasciato un piccolo segno di noi. Per questo è evidente che abbiano una “certa età”. Ho cercato per tanti hanni di custodire in modo ineccepibile le mie due bambine: una bianchina spider degli anni sessanta e una deltona degli anni ottanta. Certo, fossi stato più ricco o figlio di papà forse avrei una 250 california e una db7 ma il concetto non cambia; immaginarle ferme in un capannone di campagna mi rattrista. Ci stanno portando via il sogno, piccolo che sia?
    Devo cominciare a distaccarmi anche dalla ribollita, da Puccini o da un bel culo? Vieteranno anche quelli perchè definitivamente nocivi?
    n’

    Commento di Oloccin — 27 novembre 2006 #

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