Troppa scelta fa male?
Andrea Andreutti - 28/01/08E’ la domanda che mi sono posto qualche mese fa in un negozio di elettronica di consumo. Osservavo un potenziale acquirente scervellarsi di fronte a due TV LCD apparentemente identici.
Stessa marca, stesso design. Differivano solo per una lettera della sigla (sul cartellino espositivo) e 100 euro tra uno e l’altro.
L’utente continuava a cercare l’elemento che giustificasse la scelta.
Non trovandolo (neppure con l’aiuto di un amico) l’ho visto andarsene dopo dieci minuti di assoluta indecisione dopo aver detto: “Non voglio fare un acquisto sbagliato. Preferisco aspettare fino a quando avro’ capito meglio.”
Risultato: cronaca di una potenziale vendita che non si e’ chiusa.
La cosa mi e’ tornata in mente venerdi scorso, quando con Gaetano ci siamo scambiati un po’ di mail per organizzare una reunion in occasione del Guzzi Class Tour di quest’anno.
Dopo dodici anni sto infatti pensando di pensionare il mio vecchio Bandit perche’ avrebbe bisogno di parecchie cure.
L’occhio (ma forse piu’ il cuore) mi e’ caduto sulle Guzzi Sport, Breva e Norge (quest’ultima pero’ esclusa perche’ troppo costosa per me).
Quale scegliere?
La Breva 1100, di poco meno costosa del 1200, vincerebbe su quest’ultima solo per le probabili promozioni in arrivo. Ma l’arrivo della Breva 1200 rende meno appetibile la Sport, che ora sembra sempre meno “sport”. Pero’ l’arrivo dell’8 valvole della Griso farebbe sperare a un logico trapianto sulla Sport.
Troppa scelta (e troppe motorizzazioni sul piatto) creano indecisione.
E il dubbio si trasforma in un: “Non voglio fare un acquisto sbagliato. Preferisco aspettare fino a quando avro’ capito meglio.”
Risultato: cronaca di una potenziale vendita che non si e’ chiusa.
Fortunatamente la crescita delle vendite registrata da Guzzi nel 2007 (come pure quelle dei TV LCD) mostra che non tutti la pensano allo stesso modo.
Pero’ il dubbio rimane.
E allora capita anche a voi di trovarvi in situazioni in cui la troppa scelta induce a non scegliere?
7 commenti »
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Ciao Andrea
Il problema non è, secondo me, la troppa scelta, ma la mancanza di informazione.
Io sono appassionato di tecnologia e di home cinema in particolare, scrivo su due riviste diverse del settore ed ho al mio attivo più di 20.000 messaggi sui principali newsgroup e forum dell’argomento…
Eppure quando devo comprare qualcosa non so dove girarmi.
Si fa un giro sui vari siti web, spesso troppo scarni e senza una descrizione sufficientemente esaustiva del prodotto, fino ad arrivare sui forum per cercare di parlare con un qualche early adopters che ha già acquistato e provato l’oggetto (o gli oggetti dei desideri)… e cmq ancora il papabile acquisto non è definito perché manca di questo e quello, e domani uscirà la versione MKII che invece avrà anche questo e quell’altro…
Da una parte il prodotto “completo” non esiste, e talvolta mi chiedo chi è che si occupa di decidere quali funzioni includere o meno su un determinato prodotto, e dall’altro l’idea di perdere dei soldi è sempre imperante.
Anche se, come succede spesso con le fotocamere digitali, non è che all’uscita del nuovo modello, quello vecchio fotografa peggio.
Così alla fine come si decide? O per l’estetica (sarà qualitativamente scarso ma almeno quando lo vedo mi appaga il suo design) oppure l’amico di turno che immancabilmente consiglierà una marca sui cui scegliere.
Ma poi nasce un altro problema … e cioè quando sei tu l’amico di turno…
)
A presto
Danilo
http://www.danireef.com
Commento di Danilo Ronchi — 29 gennaio 2008 #
Danilo concordo con alcune tue osservazioni.
A mio avviso, visto lo scenario allargato a livello internazionale e il fatto che ormai esistono sempre meno segreti sui nuovi prodotti, le aziende potrebbero fare dei test di trasparenza “intelligente”.
Semplificando:
- non nascondere i nuovi prodotti in arrivo a breve ai propri clienti
- spiegare chiaramente le caratteristiche dei nuovi modelli e la valenza di quelli gia’ presenti sul mercato
- applicare politiche di marketing e vendita che permettano ai maniaci della novita’ di accaparrarsi con soddisfazione l’ultimo prodotto uscito e a coloro interessati al “value for money” di scegliere un prodotto ancora attuale capace di dare soddisfazioni per lungo tempo senza richiedere esborsi non sempre giustificati
Commento di Andrea Andreutti — 29 gennaio 2008 #
Hai centrato il problema. Purtroppo – infatti – Guzzi non ha aumentato le vendite nel 2007. Dopo averle raddoppiate in 4 anni, lo scorso anno le ha contratte del 20%. Ci si potrebbe domandare il perché. Vediamo: al Salone 2006 presentano la nuova Griso con il nuovo motore 8V, lasciando intendere che andrà a finire presto anche sugli altri modelli. Ma nessuna moto in tutto il 2007 è stato messo in vendita con l’8V!
Parlando di oggetti che costano almeno 12.000 euro, non c’è da stupirsi che qualcuno abbia messo l’acquisto in stand by. Di Breva ce n’è 3 o 4 o 5, considerando la Sport. Che differenza c’è fra la 1100 e la 1200? Io credo che la la 1100 sia l’invenduto e che vada ad esaurimento. Niente di male, se fosse generosamente scontata.
Sì, la confusione non giova alle vendite di nessuno.
A Natale ho rimandato l’acquisto di un Samsung 42″ perché ce ne erano due affiancati uguali entrambi Plasma a due prezzi differenti. Quale comprare? Poi a gennaio, siccome mi serviva, sono tornato a comprare il più caro (solo 100 euro) perché sono masochista.
E che mi dici dei nomi? Apple vende il 70% dei lettori mp3 al mondo. I suoi modelli si chiamano iPod nano, shuffle e touch. I concorrenti (lasciamo stare i Microsoft che sono marroni) si chiamano, nella migliore delle ipotesi XWC-BJ5. Chi desidera un XWC? Credo siano considerazioni che i Jap non capiscono. Quelle sul fascino. Ecco perché farò quattro anni di debiti e acquisterò una Stelvio. Guzzi.
Commento di Blue — 30 gennaio 2008 #
Ciao Andrea !!!
Concordo…. su tutta la linea…
E’ di questi giorni un mio notevolissimo imbarazzo nella decisione da prendere per l’acquisto di mini-notebook.
Sul mercato eliminati i più costosi e i falsi piccoli, sembrano rimanere il Belinea sline 1 ed il (già) mitico Asus eeePc.
Già è difficile tirar su più info possibili su entrambi per ciò che concerne non tanto le caratterisitiche hardware, quanto per il loro “reale” funzionamento…. in più aggiungi che quando credi di essere propenso per l’e3Pc salta fuori che “forse” saran previsiti futuri modelli con : maggior schermo, maggior ram, maggiore HD (SD).
Ed allora scatta fatidica la domanda…. “ma non mi conviene forse aspettare…” ?
p.s.
Andrea, e l’Aprilia col “cambio libero” ?
Deciditi perchè altrimenti finisce che ci rivediamo fra (altri) tre mesi e sei ancora in attesa… !!! Eh eh eh eh….
Commento di Dave — 31 gennaio 2008 #
Ciao Andrea,
ho letto solo il tuo primo post e mi sento di consigliarti, su questo argomento, un libro molto interessante:
Matteo Motterlini, “Economia Emotiva”, edito dalla Rizzoli.
Parla di tutto ciò che influenza le nostre scelte d’acquisto ed è talmente in linea con quanto dicevi che ero sicuro l’avresti citato prima o poi..!
buona giornata
Michele
Commento di Michele — 6 febbraio 2008 #
Ciao Michele, pensa che avevo addocchiato questo libro ma poi non lo avevo comprato. Mi hai incuriosito e quindi provvedo in settimana.
Grazie per il suggerimento.
Commento di Andrea Andreutti — 6 febbraio 2008 #
ne abbiamo parlato diverse volte e non ho ancora capito se i produttori alimentano questa ansia o ne sono vittima… ma considerando che non sono (siete) stupidi e che spendono (spendete) milioni di euri in ricerche di mercato direi che è vera la prima.
il punto quindi è perchè? come ti ho detto mille volte ormai acquistare un bene come un tv lcd o un impianto hi-fi è diventato da un’esperienza d’acquisto piacevole a un incubo o nel migliore (?) dei casi qualcosa di “indifferente”.
eppure ricordo che non molti anni fa (però sempre più di 15…) per comprare un hi-fi si andava in un negozio dove un signore con il camice (e non uno smartphone…) iniziava a chiederti “lei che musica ascolta?”. oggi vai da MW e trovi un ragazzotto che il giorno prima era agli aspirapolvere che non sa che Marantz una volta era amricana, o che Onkyo era famosa per non utilizzare circuiti integrati, per cui alla fine gli impianti vengono venduti a “lucine e manopole”…
ricordo che quando arrivavi a casa con il tuo acquisto avevi la sensazione non solo di aver comprato l’impianto giusto, ma anche di aver compiuto un altro passo nel cammino verso l’hi-fi esoterico (quello dove i cavi costano più dell’amplificatore).
Commento di andrea — 11 febbraio 2008 #