Si parla di blog
Andrea Andreutti - 04/10/06Sto pensando al convegno di domani, ai blog e alle aziende, a come e’ cambiata velocemente la diffusione delle informazioni in rete negli ultimi due anni.
Oggi un prodotto di elettronica di consumo non fa tempo ad essere presentato sul mercato o dato in prova in anteprima in qualche parte del mondo che oltre alla notizia sui blog ecco apparire su YouTube filmati amatoriali che ne mostrano particolari, funzionalita’ e packaging, quando non si tratta addirittura di veri e propri test completi.
Poi ci sono nuove forme editoriali che tramite commenti riescono a creare delle vere e proprie community. Anche loro catturano al volo le news dagli headquarter, le localizzano e le mettono a disposizione dei lettori che cominciano a dare i loro feedback.
Voglio dire, le news, lo scambio di opinioni e pareri su un prodotto, su un’azienda, sul servizio offerto agli utenti ci sono sempre stati anche prima di internet. Ma la loro portata era limitata.
La mia sensazione e’ che oggi i blog e alcune piattaforme di social networking abbiano facilitato lo scambio di informazioni e il confronto in rete, sviluppato piu’ velocemente e facilmente relazioni (anche “a tempo determinato”) tra persone con interessi specifici (anche solo in momenti specifici).
E tutte queste informazioni, contrariamente a quando esistevano solo newsgroup e forum, sono ancor piu’ facilmente a disposizione di chiunque ne abbia bisogno per effettuare scelte e valutazioni.
E qui parliamo di migliaia di persone in gioco. E con i blog si sa chi parla, si puo’ capire come la pensa su altri argomenti e prendere le “misure”.
E allora la valenza dei contenuti generati assume tutto un altro peso.
Di fronte a questa diversa diffusione delle informazioni il marketing non puo’ stare alla finestra o alla scrivania.
Nelle singole filiali, fuori dagli headquarter, le conferenze stampa, i comunicati, le presentazioni di lancio, hanno sempre meno senso.
Nei dipartimenti marketing di filiale ha forse ormai piu’ senso focalizzarsi sulla ricerca, la raccolta, l’analisi delle informazioni presenti in rete per valutare l’interesse verso quel prodotto e le sue caratteristiche.
E’ piu’ importante capire subito se quello che gli utenti apprezzano di un nostro prodotto corrisponde alle nostre convinzioni o se siamo completamente fuori strada e ha senso ritarare comunicazione, offerta e quant’altro.
Infine, se ci riusciamo, ha ancor piu’ senso partecipare alla discussione online con gli utenti (che siamo noi quando guardiamo prodotti di altre marche), parlando della nostra azienda e della nostra offerta, spiegando che il prodotto perfetto non esiste.
Esistono prodotti di qualita’ con tanti plus e alcuni inevitabili piccoli difetti.
Il peso dei plus e dei minus varia da persona a persona a seconda delle specifiche esigenze e di quelle funzionalita’ del prodotto che andra’a utilizzare.
Ma ritorniamo a noi e al blog che ho attivato un anno fa per l’azienda in cui lavoro.
Come ha detto qualcuno e’ un corporate blog ben integrato con il sito isituzionale, con visibilita’ in home page e link al tab “News”, ha la funzione di ricerca, gli RSS, la suddivisione per categorie, una grafica integrata e immagini di buona qualita’, un focus preponderante sui prodotti e sugli eventi a cui l’azienda partecipa, anche se a volte non disdegna post di altro tipo.
Dicono anche che il linguaggio sia sufficientemente informale e amichevole.
Mi fa piacere si percepisca l’idea di un’azienda di persone che parla ad altre persone. Probabilmente e’ questo uno dei motivi per cui visite e sottoscrizione ai feed sono in crescita continua. Per il momento non ci si confronta ancora, almeno qui, perche’ la policy aziendale non permette di abilitare i commenti. E allora ci si va a confrontare altrove, a volte utilizzando trackback per ovviare parzialmente all’inconveniente.
Alcuni anni fa, in occasione del lancio di una campagna viral, avevo detto che il messaggio sul marchio non e’ piu’ solo quello veicolato dall’azienda tramite le forme di comunicazione istituzionale classiche ma piu’ che mai quello che gli utenti diffondono a fronte della loro esperienza con il marchio stesso.
Ne sono sempre piu’ convinto. Anzi, ci sono marchi la cui immagine e successo sono stati “creati” dagli stessi utenti.
E allora continuo a credere che per un’azienda attivare una comunicazione bidirezionale sul proprio blog con il proprio pubblico non significhi solo offrire solo un servizio in piu’, ma dimostrare la propria volonta’ di confronto, ascolto, crescita comune, che sono poi le cose che tutti noi cerchiamo nelle relazioni con gli altri.
Passi di questo tipo richiedono tempo, volonta’, investimenti.
Soprattutto nelle multinazionali, dove un cambiamento di questo tipo deve essere sostenuto dalla convinzione dell’intera azienda e non solo da alcuni.
Il cammino iniziato un anno fa continua ad entusiasmarmi.
Si e’ fatta un bel po’ di strada e ne resta ancora da fare.
Domani ne parliamo.
12 commenti »
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Bel post, Andrea, davvero
Commento di Massimo Moruzzi — 4 ottobre 2006 #
domani Smau
Sono curioso di vedere la nuova cattedrale nel deserto Fiera di Milano; assisterò di sicuro a questo dibattito su blog…
Trackback di d o t - c o m a *:o) — 4 ottobre 2006 #
complimenti per il post! bell’articolo!
se posso, colgo l’occasione per segnalare il mio resoconto del convegno…qui il link
http://www.marcoziero.it/blogosfera/smau2006-blog-e-informazione-quali-opportunita-per-le-aziende/
Commento di marco ziero — 6 ottobre 2006 #
scusami andrea, una domanda: ieri al convegno, l’ultimo ascoltatore intervenuto diceva di lavorare per un’azienda che conoscevi anche tu che scandagliava il web e si interessava di far sapere alle aziende cosa si diceva di loro in rete. come si chiama questa azienda? in caso, potresti farmelo sapere via mail?…non pensavo nemmeno esistesse una tipologia di azienda così!
Commento di marco ziero — 6 ottobre 2006 #
Ciao Marco, ci sono alcune aziende che si occupavano di online reputaion analizzando forum e newsgroup e che hanno prontamente spostato il tiro anche sui blog. Ti mando una mail per non fare troppa pubblicita’
Commento di Andrea Andreutti — 6 ottobre 2006 #
Ciao Andrea, purtroppo non sono riuscita a partecipare al convegno ma ho ascoltato i podcast!
Molto lucido questo tuo post, fa piacere vedere che anche all’interno degli uffici marketing delle aziende qualcosa si sta muovendo. Come dicevi ieri, il marketing è cambiato, anche rispetto a solo cinque o due anni fa. E’ una vera e propria rivoluzione quella di cui parli, e personalmente mi piace vederla non come un pericolo da cui doversi difendere, ma proprio come un’opportunità da cogliere, per ascoltare, interagire, creare relazioni.
Commento di Lucia Vellandi — 6 ottobre 2006 #
Davvero interessante ieri
Complimenti!
Commento di Stella — 6 ottobre 2006 #
Andrea il tuo post è davvero bellissimo, l’ho trovato grazie all’indirizzamento di uno dei nostri comuni commensali e amici blogger che hanno partecipato all’evento. Da oggi sarai nel mio feed RSS costante perchè questo post è un po’ un piccolo manuale secondo me di approccio aziendale al blogging.
Ti voglio chiedere una cosa in più per Peppersushi ma lo faccio via mail a parte
Commento di Lele Dainesi — 6 ottobre 2006 #
mi unisco al coro dei complimenti (ma non è con questo post che scopro la qualità del tuo approccio a questo genere di cose).
mi spiace non esser stato presente ieri e vedrò nel weekend di ascoltare i podcast (un po’ troppo lineare come strumento per i miei gusti… magari esiste e non lo conosco io, ma ci vorrebbe la possibilità di associare al file mp3 del podcast un file “cue” per skippare e saltare ai keypoints: prova a proporlo ai tuoi amici a Seul) e di guardarmi le slide di Mauro.
Commento di andrea — 6 ottobre 2006 #
Ciao Andrea, si può are quello che dici e si chiama podcast “aumentato” (con capitoli) è solo che ci si metteva un pò più di tempo
Commento di Lele Dainesi — 6 ottobre 2006 #
bellissimo post. parlando sempre dello spazio comunicativo hi-tech, credo che anche le varie riviste cartacee stanno per perdere terreno di fronte alla rete e le sue potenzialità infinite di stupirci. non credi?
Commento di jka — 7 ottobre 2006 #
Ciao Jka, ti ringrazio. Personalmente ho abbandonato da tempo le riviste cartacee hi-tech focalizzate sulle novita’ e le prove di singolo prodotto. Ogni tanto le sfoglio rapidamente per dovere lavorativo, ma i contenuti sembrano sempre meno interessanti.
Mi piacerebbe trovare nelle edicole piu’ testate con argomenti a valore aggiunto: overview delle tecnologie in fase embrionale, riflessioni sulle stesse, fruizione delle tecnologie esistenti in aree diverse del mondo, impatti sul sociale e sul lifestyle e via dicendo. Se poi ci scappa anche il collegamento ai prodotti, perche’ no.
Cosi’ come ogni mattina compro il quotidiano perche’ ritengo possa essere spunto di riflessione (non solo aggiornamento sui fatti), mi piacerebbe poter comprare ogni mese allo stesso modo una rivista
hi-techsull’innovazione. Quindi benvenuta Nova24ReviewCommento di Andrea Andreutti — 7 ottobre 2006 #