Crowdsourcing

Sull’onda dal workshop di ieri allo IULM, ecco qualche personale considerazione.

1. Siete consumatori? Non aspettatevi che le aziende costruiscano nuovi prodotti seguendo alla lettera le vostre indicazioni. Magari le analizzeranno per cercare riscontro di alcune decisioni già prese, magari ne trarranno qualche suggerimento ma non di più. Questo vale per le auto, come per gli smartphone e i biscotti. Il resto è spesso solo illusione.

2. Siete un’azienda? Non aspettatevi che i consumatori vi dicano come creare il prodotto. Sennò voi cosa ci state a fare? E poi vi siete mai chiesti quanti utenti effettivamente comprerebbero il prodotto che hanno contribuito a creare? E’ compito delle aziende avere capacità e competenze per anticipare i tempi intuendo e sviluppando prodotti e tendenze prima che noi stessi ne sentiamo l’esigenza.

3. Siete un’azienda e avete un budget estremamente ridotto? Da solo il crowdsourcing non potrà fare miracoli, sia che ne facciate uso per creare un logo, sia per provare a sviluppare un annuncio pubblicitario.

4. Le buone idee sono importanti. Una execution impeccabile ancora di più. E solo i migliori professionisti riescono a garantirla (e a volte neppure loro).

5. Spesso il vero valore generato dal cowdsourcing è l’engagement di chi vi prende parte. Vi siete accorti di quanto è importante per un consumatore poter lavorare per e con un marchio noto? O anche solo avere la possibilità di sentirsene parte per un periodo limitato? Allo stesso tempo stiamo attenti a non attribuire al crowdsourcing valenze che non potrà mai avere.

6. Il crowdsourcing aumenta nel consumatore ricordo e memorabilità. Coinvolgimento e esperienza con il brand favoriscono il passaparola.

7. Le agenzie, con le competenze e professionalità che ne fanno parte, possono offrire alle aziende un valore che difficilmente il crowdsourcing può generare. Questo a patto che le stesse agenzie non subappaltino meramente il lavoro ai freelance di turno, tanto per fare cassa.

8. Il fatto che alcune aziende ricorrano al crowdsourcing anche quando farebbero meglio a rivolgersi alle agenzie può essere un segnale non tanto trascurabile dell’insoddisfazione del cliente stesso nei loro confronti.

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