La nuova rivista Riders
Andrea Andreutti - 11/09/07Il primo numero di una nuova rivista mi incuriosisce sempre, specie quando ha un nome impegnativo: Riders. Uomini, moto, passioni.
Un po’ perche’ sono convinto che “rockers” o “bikers” (e quindi anche riders) non si nasca ma ci si diventi col tempo. Un po perche’ quando un direttore editoriale sceglie un nome cosi’ importante dovrebbe per lo meno aspettarsi di suscitare l’interesse di persone che hanno la moto nel sangue, oltre che nel cervello.
E non parlo assolutamente dell’anacronistico stereotipo dei motociclisti “sporchi, brutti e cattivi”, ma di quelli che usano la moto tutto l’anno, che ci sia il sole o che piova, dei sessantenni su Gold Wing che macinano migliaia di chilometri al mese con moglie al seguito, di quelli come mio suocero che nonostante l’eta’ hanno ancora in box il loro vecchio Guzzi Airone, di quelli che con il primo motorino o il primo 125 sono partiti per un piccolo grande viaggio di qualche ora con il sogno negli occhi.

Cosi’ appena ho cominciato a sfogliare la rivista, ho trovato subito qualcosa di strano: il tipo di inserzionisti delle prime pagine pubblicitarie. Tutti marchi alla moda, di quelli in voga tra i fighetti milanesi da happy hour.
Poi sono passato agli articoli e anche qui ho capito di non rientrare tra i “lettori tipo” della rivista. Mi spiace ma sapere che moto ha l’attore americano in auge, quanto Elio (delle Storie Tese) maledica ancora chi gli ha rubato lo Scarabeo, cosa pensa Nico Cereghini delle marmitte che fanno rumore, leggere tre righe in croce sui proprietari delle Harley di Cuba e cosi’ via, non mi stuzzica affatto.
Al di la’ delle foto (alcune veramente belle), Riders nel suo approccio mi e’ sembrato piu’ un mix tra Men’s Health e il vecchio Max (per chi lo ricorda) piuttosto di una rivista che vuole veramente raccontare storie di uomini e passioni.
Sono comunque sicuro che Roberto Ungaro e il gruppo editoriale, prima di confezionare la rivista, avranno fatto le loro analisi e identificato sicuramente un potenziale segmento di lettori ai quali rivolgersi.
E allora ben venga Riders. Cosi’ come e’. Con tutte le cose che possono piacere e quelle che a altri possono dare sui nervi.
Quasi certamente non comprero’ il secondo numero, ma resto convinto che nel mondo sia sempre meglio una voce in piu’ che una in meno.
6 commenti »
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Una rivista frivola, agli antipodi dello spirito del motociclismo. Il paragone con Men’s Health è pertinente. Mi domando se qualcuno effettivamente acquisti questi giornali o se vivano solo sugl iintroiti della pubblicità.
Commento di Blue — 11 settembre 2007 #
è una rivista di merda, dai!
Commento di Gabriele — 14 settembre 2007 #
Vedo che in tanti la pensano come me.
Vediamo se nel tempo cambiera’ la rivista, cambieranno solo i lettori o cambiera’ la redazione in toto
Tornando a quanto dice Blue sarebbe interessante capire la soddisfazione degli inserzionisti.
Commento di Andrea Andreutti — 14 settembre 2007 #
mah… sei troppo buono.
io le moto non le ho viste.
una rivista x chi non ha mai fatto più di 200 km in moto in un giorno.
Ungaro non sa più dove razzolare x farsi pagare con la pubblicità (o forse a ragione lui, il mondo è pieno di pirla. fatto).
Ho una proposta. La prossima decido di inventarmi una rivista di nautica x razzolare un pò di pubblicità: al posto di mettere in vetrina modelli di barche, tecnica, notizie, avventure vere e passioni sul mondo del mare, ci piazzo quattro bei culi in bikini e due ombrelloni e poi parlo di come è bello farsi un negroni sul catamarano…
Commento di lucio — 14 settembre 2007 #
Hi
I am in Sydney, Australia trying to find the website for Italian motorbike magazine RIDERS. Do you know the address?
Thanks.
Melissa Pearce
Commento di Melissa Pearce — 16 ottobre 2007 #
un saluto a tutti,chi vi scrive è un ragazzo padre di 32 anni con due figli e una bella moglie,il primo dei quali e già prossimo al primo ciclomotore.Sono un perito meccanico con esperienze sui motori di medie e piccolissime dimensioni a due e quattro tempi.come professione guido pezzi di metallo di 16,5 metri di lunghezza e con pesi che oscillano tra i 400 ed i 500 quintali,che fanno appena tre km con un litro di gasolio.adoro i profumi che si respirano in officina e sono cresciuto con il rombo dei motori nelle orecchie.mi sono costruito anche un chopper da solo che ci terrei farvi vedere.detto questo voglio spendere due parole sulla vostra rivista che compro quasi tutti i mesi dal primo numero.Si,è vero che è diversa dalle altre,con gli argomenti affrontati in maniera diversa,ma tutta quella pubblicità,tutte quelle pagine di abbigliamento,profumi,cose che a mio modesto parere non c’entrano proprio niente con l’essere riders.ogni volta che vedo la rivista in edicola”tra l’altro molto attraente dal punto di vista dell’immaggine”faccio una sbirciatina per controllare i contenuti che a volte o sono troppo scontati,ripetuti,banali e anche superficiali.altre volte invece siete fantastici,mi sembra che aprendo il giornale fuoriesca un odore d’olio e benzina,di gomme e di frizioni al limite dello spasmo..ecc ecc.insomma se accettate i consigli da un riders senza una vera moto continuate cosi ,ma con un po di meno publicita e un po di più di storie di gente e di moto,di gomme e divita..continuerò ancora a leggervi questo e sicuro ma dovete
migliorare.un saluto a tutta la redazione..
Commento di marcello.pignataro — 25 febbraio 2010 #