Datemi una leva e vi solleverò il mondo

Prendo spunto da questa frase per parlare di motivazione e nello specifico di motivazione sul lavoro.

Datemi una leva e vi solleverò il mondo, diceva Archimede.
Datemi fiducia, appartenenza, riconoscimento e farò miracoli, potreste dire al vostro responsabile.

E attenzione, per riconoscimento non mi riferisco a incentivi economici (sono importanti, ma ci si scorda di loro dopo due giorni), ma al fatto che l’azienda riconosca l’importanza del vostro contributo, il vostro valore, il piacere di avervi a bordo e di considerarvi uno di famiglia, unico e insostituibile.
Che senso ha urtare la sensibilità di uno di famiglia, fargli un torto, farlo irritare?
E’ da stupidi e controproducente.
Investire nel suo potenziale e favorire il suo entusiasmo, invece, è un incredibile propellente.

Fino a qui niente di nuovo.
Sono cose che potete trovare su ogni libro di gestione del personale.
Peccato che questi concetti, all’apparenza addirittura banali, non siano così scontati per molti top manager nostrani e non, per i quali dipendenti e collaboratori stranamente dovrebbero fare salti mortali per carità ricevuta o l’immenso piacere di vedere i loro capi brillare come astri al loro fianco.

E pensare che basterebbe così poco.
O, forse, troppo.

E li chiamano manager.

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1 commento »

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  1. Il brutto è quando invece hai tante tantissime idee e nessuno sopra di te che le sappia valorizzare…

    Così ti viene voglia di andartene e provare altrove…

    bah

    Danilo
    http://www.DaniReef.com

    Commento di Danilo Ronchi — 1 luglio 2008 #

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