Different
Andrea Andreutti - 05/03/10Quando i tempi non sono buoni, nelle aziende (specie multinazionali) si insidia di frequente il virus dell’appiattimento. In Italia, si sa, il manager assertivo che segue approcci consolidati, non crea disruption e non disturba il quieto vivere dei colleghi, ha buona possibilità di superare anche le tempeste più insidiose (anche se a discapito dell’azienda stessa).
Così il video creato per presentare il libro “Different. Escaping the competitive herd” di Youngme Moon, sembra quasi un monito a riprendere le redini del management vero, quello che spinge a cercare strade nuove, a fare cose diverse – e quindi soprattutto a prendere decisioni – per uscire dal coro e creare modelli unici.
Sono curioso di avere presto il libro tra le mani per vedere se manterrà le aspettative.
(via Valori Primi Lab)
Quel minchione del top manager italiano
Andrea Andreutti - 24/02/10Nel vedere la doppia pagina pubblicitaria dell’Audi A6 in un primo momento non volevo credere ai miei occhi.
Dato che l’edizione Sport Edition Plus è destinata agli spiriti più sportivi, Audi spiega al manager come togliere la cravatta. E come lo fa? Mettendo in sequenza alla rovescia i movimenti che bisogna eseguire per fare il nodo.
Ho pensato: questi sono pazzi. La mamma non gli ha spiegato che basta tirare un capo e in due secondi il nodo si disfa?
Poi però ho provato a essere meno superficiale.
Vuoi vedere che quelli di Audi hanno fatto un’analisi del target e hanno capito che invece al dirigente medio italiano, così creativo e abituato al pensiero laterale, è più consono e rassicurante comunicare in questo modo?
E in effetti conosco giusto un paio di top manager che guardando la pagina non hanno fatto una piega…
Qualche dato sulle iPhone applications
Andrea Andreutti - 16/02/10Dei risultati commerciali genarati dalle iPhone applications si sa molto poco in quanto Apple è solita non divulgare questo genere di informazioni.
Casaleggio però ha fatto un’interessante analisi e alcuni dati sono disponibili in questo breve ma utile documento.
Leggendolo si ha la netta percezione, se mai ce ne fosse bisogno, di un modello di business studiato nel dettaglio.
E’ senza dubbio l’ennesimo tassello della strategia Apple nel costruire un sistema che, sebbene chiuso e protezionista, si dimostra vincente e ormai difficilmente replicabile.
Formigoni scopre il mobile
Andrea Andreutti - 15/02/10Sì caro Roberto, il tipico utente iPhone non vedeva proprio l’ora di scaricare le tue fantastiche suonerie.
Rivoluzionaria Apple
Andrea Andreutti - 28/01/10
Ho pensato un po’ prima di scrivere questo post. Lo spunto me lo ha dato iPad, un prodotto che in molti ritengono rivoluzionario e che al di là degli entusiasmi a caldo è sicuramente molto interessante.
Io voglio soffermarmi invece su quanto, nonostante il passare degli anni, sia sempre rivoluzionaria Apple.
E’ rivoluzionaria nella sua fedeltà a un approccio di marketing che con il tempo è diventato distintivo. E’ rivoluzionaria nella comunicazione che non ha mai tradito sè stessa. E’ rivoluzionaria nel continuare a puntare su pochi prodotti rilasciati a intervalli ben scanditi nel tempo, come fossero gemme preziose e non i croissant buoni ma tutti uguali che puoi trovare in ogni cavolo di bar della città.
Ci sono aziende che cambiano vestito, approccio, immagine ogni cinque minuti sperando di vendere qualche migliaia di prodotti in più. O forse lo fanno perchè non hanno ancora trovato sè stesse e la stessa cosa è vera per i manager che le guidano.
A volte sono le stesse che lanciano un nuovo prodotto alla settimana, come si parlasse di riviste usa e getta, dimenticandosi il giorno dopo di averlo dato alla luce per guardare già al prossimo, lasciando gli acquirenti disorientati. I manager di alcune di queste aziende sono quelli che dicevano che l’iPhone avrebbe venduto dieci pezzi, che puntare sui contenuti con iTunes era uno sforzo inutile, che l’importante è l’hardware e le quote di mercato e che, in questo tipo di rapporto, Apple occupa in un piatto meno dello spazio di un guscio di noce.
Apple non è la compagnia con più brevetti e più prodotti al mondo ma nonostante questo ha fissato delle date nella storia dell’high-tech, ha segnato il tempo.
Altri la traccia la devono ancora lasciare o forse non la lasceranno mai.
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