Gocce di fango

Ogni giorno ci regala cose nuove.
A me invece continua a risuonare nella testa questa vecchia melodia.

Paese (quasi) civile

Stamattina a Radio24 un ascoltatore, parte lesa in un processo, raccontava la sua esperienza.
In attesa di sentenza definitiva a fine marzo, ha saputo ieri dal suo avvocato che con il via libera al processo breve, probabilmente non potrà avere giustizia.
E poco importa se nella brutta vicenda in cui è incappato abbia perso tutto quello che aveva ovvero qualche centinaio di migliaia di euro.
In Italia chi ha ragione e si è affidato alla legge rischia ancora una volta di rimanere con un pugno di mosche mentre i furbi vincono un’altra volta. E’ una cosa sulla quale riflettere.

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Siamo quel che siamo

Questa mattina partecipando a un workshop in veste di spettatore ho sentito un professionista, tra l’altro persona intelligente e aperta, rispondere così al moderatore che lo aveva introdotto a suo avviso in maniera non corretta:

Io non sono Direttore creativo DI [Nome_Agenzia].
Io sono Direttore creativo IN [Nome_Agenzia].

C’è qualcosa che non mi torna. Se è vero che una persona è padrona di sè stessa e della sua professionalità, lavora IN un’azienda e non è DI un’azienda, è anche vero che il titolo di Direttore dipende dal fatto che lavori per l’azienda che te lo attribuisce.
Quindi, per coerenza, forse sarebbe stato più corretto dire:

Io non sono Direttore creativo DI [Nome_Agenzia].
Io sono creativo in [Nome_Agenzia]

O mi sbaglio?

Chiacchiere e crocifisso

Se invece di mostrarci così attaccati al simbolo della croce nelle aule scolastiche ci comportassimo tutti più cristianamente, forse le cose andrebbero meglio.
Però capisco che è più facile e meno impegnativo fare crociate per un oggetto che mettersi d’impegno e lasciar parlare i fatti.
E in Italia, di questi tempi, sembra che privilegiare la via più breve vada per la maggiore.

Dimmi come ci riesci

Ognuno di noi ha delle passioni.
Alcune rimangono solo nostre, confinate nella sfera personale.
Altre invece diventano una professione e trasformano i sogni in realtà.

Per lanciare la nuova memory cam Samsung U10 abbiamo chiesto a un’appassionata di running, un creativo, uno skater, un biker e a un deejay come riescono a vivere le loro.
E ovviamente di raccontarcelo in solo 100 secondi, che noi milanesi siamo frenetici e non abbiamo mai tempo ;)


Se volete vi invito a twittare con noi o a segnalarci anche il vostro video.

[Dimmi come ci riesci]

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