Formazione
Andrea Andreutti - 30/11/10Tutto cambia rapidamente. Un corso fatto oggi probabilmente perderà di valore nel giro di qualche mese o, nel migliore dei casi, pochi anni. Può essere vero per chi si occupa di marketing come di impianti di climatizzazione.
Mi sono chiesto cosa dovrebbe lasciarci di valido e duraturo un corso ben fatto. Probabilmente non una quantità più o meno consistente di informazioni ma un metodo per capire e analizzare lo scenario nel quale ci troviamo,il desiderio e l’interesse che ci spingeranno a restare sempre aggiornati e curiosi, la voglia e la caparbietà di trovare soluzioni non convenzionali che possano fare la differenza. Che fare se la tua azienda ha una visione diversa? Non aspettare, ritagliati ogni giorno qualche decina di minuti e con entusiasmo cerca di approfondire, analizzare, capire, immaginare come applicare. In fondo a volte bastano un browser, qualche sito giusto o qualche dritta e un po’ di sana iniziativa.
CRM nightmare
Andrea Andreutti - 25/11/10Mi piace confrontarmi con le persone, conoscere i loro interessi, parlare delle loro e delle mie passioni, scoprire punti di contatto e di divergenza, valutare se la mia opinione è corretta o può e deve essere messa in discussione.
Per me le persone non possono essere classificate in categorie come i film, le motociclette, i cellulari. La penso così sia che si parli di politica, sia di marketing.
Qualche giorno fa spiegavo a un collega inglese come un buon primo passo per parlare con successo alle persone fosse guardare al loro comportamento e ai loro interessi. Mi è stato risposto che capivo poco di CRM perchè non le analizzavo per età, sesso, professione e compagnia bella.
Con dolore, mi ha rallegrato capire di non capirlo.
Gli studenti di oggi sono il futuro
Andrea Andreutti - 24/11/10E forse oggi il futuro si è rotto le scatole.

Uomini soli
Andrea Andreutti - 23/11/10Sabato sera in città sono stato coinvolto in un piccolo incidente a catena che fortunatamente non ha provocato feriti ma solo danni alle vetture. In attesa della polizia locale, tutti gli occupanti delle auto sono rimasti distanti tra loro.
Alcuni erano in coppia.
Quelli soli hanno chiamato al cellulare amici o parenti, che sono arrivati subito. Così si sono creati piccoli gruppetti, sempre distanti tra loro, ognuno a raccontarsi la sua storia e il suo problema. Poi il vigile di turno ha consegnato il foglio di scambio di generalità e tutti se ne sono andati, come estranei. Sono stato il solo a augurare buona serata a due guidatori, che a quel punto hanno ricambiato. Due secondi e tutti via. Come estranei.
L’Aquila
Andrea Andreutti - 18/11/10A oltre un anno e mezzo dal terremoto, non riesco a capire se gli aquilani abbiano confidato troppo nelle promesse, se abbiano più o meno inconsciamente scelto di sacrificare il futuro della città per una sistemazione accettabile nel breve periodo, se la situazione della città sia veramente irrecuperabile. Oppure se i media ci abbiano raccontato una storia diversa o solo alcuni scorci più o meno funzionali della storia.
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