Internet influenza la TV

Lo so, non sto dicendo niente di sensazionale, ma quello che è accaduto ieri in occasione della manifestazione degli studenti in Piazza Navona a Roma è comunque significativo.

Riprese effettuate da non addetti ai lavori (ovvero non da cameraman professionisti inviati da testate giornalistiche), da diverse angolazioni e prospettive (anche politiche), sono finite in rete, mostrando situazioni che ad altri erano sfuggite e facendo scoppiare il caso.

Impossibile ignorare questi contenuti, anche per i diversi telegiornali nazionali.
Che lo si voglia ammettere o meno, la rete “ha guidato l’informazione”, anche su altri mezzi.
E ancora più di ieri, nulla sarà più come prima.

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Aspettando babbo natale e la befana…

ecco qualcosa di nuovo a cui i bambini possono credere.

Il codice etico del blogger professionale

In questa epoca in cui è bello pensare che i paroloni contino più della sostanza, ecco arrivare il “codice etico del blogger professionale di Blogo“, presentato alla prima giornata di lavoro sul giornalismo online di LSDI.
In pratica un documento sicuramente utile all’interno dell’azienda, ma non così interessante da dargli tanta enfasi fuori.

La notizia non fa rumore ma viene ripresa positivamente da Vittorio.
Poi a ridimensionare la cosa ci pensa il buon Massimo.
Chiude in bellezza PiccoloSocrate.

I più curiosi possono seguire l’intervento di Francesco Magnocavallo qui.

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Oh l’amour

Era il 1986 e io ascoltavo hard rock e heavy metal.
Ora li rivedo e li ricordo.
Mitici Erasure!

Essere non convenzionali

Viral è un termine inflazionato.
Riuscire a fare qualcosa di non convenzionale in rete però è ancora possibile.

Tutto parte da questo video (veramente notevole).

Poi si arriva a questo sito.

In un momento in cui molte multinazionali credono che sviluppare progetti globali voglia dire “implementare” con lo stampino a livello locale, ecco un progetto che offre molti spunti di riflessione.

Tra le tante cose, interessante per chi si occupa di marketing anche il discorso degli Event Partners che cambiano di città in città.
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7 Ottobre 2008
Più sento parlare di questo progetto (anche da colleghi di altri paesi), più vedo le persone soffermarsi sul solo video, prodotto (tanto per cambiare) da The Viral Factory.

Il progetto secondo me è interessante nella sua globalità. Il video virale è solo una sua componente: l’elemento che poi suscita interesse è (o dovrebbe essere) il party e la sua “esclusività”. Di solito, invece, è il viral stesso l’elemento più importante e trainante dell’intera operazione.

Mi chiedo se questo mio modo di interpretare il progetto sia azzardato o vi trova d’accordo.

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