Suggerimenti per la guida sicura in moto

Prima dell’estate ho avuto l’opportunità di partecipare a un corso di guida sicura della durata di una giornata.
Gran parte del tempo è stato dedicato alla teoria. Non è stato detto nulla di trascendentale, specie per chi guida la moto da qualche anno. Però appuntamenti come questo sono l’occasione per mettere un po’ in fila tutte quelle accortezze che magari mettiamo in pratica inconsciamente e scoprirne qualcuna nuova.

Tra ieri e oggi, negli spostamenti casa-lavoro, ho visto ben tre incidenti (fortunatamente non gravi) che hanno coinvolto moto e ciclomotori e che forse potevano essere evitati anticipando il pericolo.

Così mi sono convinto a condividere con voi che mi leggete un documento interessante che ho trovato in rete e che mi sono riletto già un paio di volte negli ultimi mesi.

Spero possa esservi utile nei vostri spostamenti su due ruote.

Scarica il file PDF “Rife Safe – Suggerimenti per una guida sicura”.

Non faccio tempo a finire il post che mi segnalano anche un secondo documento su come frenare meglio.

Buona lettura.

Quell’intangibile valore aggiunto della blogosfera

Leggo questo e questo e mi convinco sempre più che ultimamente non faccio proprio male a preferire la famiglia e i giri in moto al tempo passato nella blogosfera.

Just an illusion

Ogni volta che il mercato dell’auto frena, al posto di analizzare con concretezza le ragione della crisi, i politici nostrani rispondono con un riflesso condizionato che prende il nome di campagna rottamazione.

Potevano sfuggire ciclomotori e motociclette?
No di sicuro. In Lombardia a preservare la nostra salute ci pensa Formigoni, mettendo sul piatto 3, 5 milioni di euro.

Ovviamente ANCMA (nella figura del presidente Guidalberto Guidi) ne è ben felice e così commenta: “Gli incentivi sono in primo luogo un’azione concreta nella lotta all’inquinamento, un investimento per le nostre città. Inoltre in Italia, su 9 milioni di mezzi a due ruote circolanti, 1 milione è rappresentato da veicoli Euro 0 o 1. I 3,5 milioni di Euro stanziati dalla Lombardia dovrebbero portare al rinnovo di un parco mezzi pari a 10/11.000 veicoli nell’arco di 5/6 mesi. Si tratta di un importante boccata d’ossigeno per l’ambiente e per la nostra industria. Speriamo che il provvedimento si estenda ad altre regioni”.

Sarà, ma guardandomi intorno e vedendo l’aria che tira non sarà facile trovare 10.000 ciucci che aspettavano solo un’occasione come questa per fare acquisti.
Ma gli italiani, si sà, a volte sanno stupire.
Quindi stiamo a vedere. Ne riparliamo a gennaio.

Tag: ,,,

Pesi e misure

Guardare “Porta a Porta” è (masochismo a parte) il modo più semplice per vivere comodamente seduti in poltrona la nostra bella italietta.
Ieri, e come poteva essere altrimenti, l’oggetto della discussione era Alitalia.
A un certo punto Vittorio Feltri, collegato in diretta dal suo studio, incalza con forza un pilota presente in sala intimandogli di dichiarare pubblicamente lo stipendio percepito, quasi che tutte le colpe della situazione attuale fossero imputabili alla categoria cui appartiene.
Il buon Vespa ovviamente si vede bene dal prendere posizione.

Mi chiedo l’utilità di un atteggiamento simile, dato che gli stipendi di piloti e comandanti sono noti a tutti.
Sugli importi possiamo discutere. Personalmente li ritengo adeguati alla responsabilità. Se poi un pilota potrebbe lavorare di più e viene invece lasciato inoperoso a terra, ci troviamo nella stessa situazione di quelle squadre di calcio che approntano una panchina miliardaria di campioni per farne giocare solo 11. Ma gestione delle risorse e profittabilità sono, a mio avviso, un problema della società e di competenza della dirigenza che la gestisce. 

Mi chiedo perciò se Feltri avrebbe usato la stessa irruenza se al posto dello sventurato pilota ci fosse stato uno dei tanti “amministratori delegati doc” che con ingaggi da petrolieri del Dubai hanno contribuito fino ad oggi alla fortunata situazione della nostra compagnia di bandiera.

Compatti sull’obiettivo

“Economia e Carriere” della scorsa settimana riportava una breve ma interessante intervista a Stephen Covey.
Mi ha fatto tornare alla mente le regole d’oro per guidare un’azienda di cui avevamo parlato poche settimane fa.
L’approccio di Stephen mi ha colpito perchè puntuale e concreto.

Alla domanda su quali siano i compiti essenziali di un top manager risponde:
“Già nella parola management è insito un grave fraintendimento.
Il manager può gestire un’azienda, non la gente che ci lavora. La gente si gestisce da sola. Non ha bisogno di un supervisore se svolge un ruolo di cui è convinta e in cui si sente realizzata
“.

E poi: “Il ruolo del top manager è ispirare e liberare le potenzialità della gente che lavora per lui.” (discorso già evidenziato da dubi nel commento al mio post)

E conclude: “I dirigenti devono essere capaci di instaurare un rapporto di stima reciproca con i collaboratori. Quando la fiducia scende i costi salgono.

Come non essere d’accordo con lui?

Tag:

Andrea's blog utilizza WordPress.