Health food

Un weekend a Londra (sì ci vado spesso ma mi fermo sempre a Chertsey, proprio tra Heathrow e la città) mi ha fatto scoprire che la moda dell’healt food va alla grande.
Non che i McDonalds siano vuoti, ma locali come Itsu e Pret a Manger sono frequentatissimi.
Penso sia anche merito di un buon marketing e dei cibi presentati in maniera accattivante, all’interno di pratici contenitori take-away. Basta guardarli e ti viene voglia di mangiar sano.
E se ancora non si è ancora convinti i loro siti web, con dettagliate informazioni nutrizionali, e la consegna a domicilio sono pronti a far cambiare idea.

(altri link: www.thenutritionsource.org)

Tag: ,,,,

Il bello di internet (2)

Sarò un inguaribile ottimista ma ci credo. Sono convinto che anche in Italia la rete possa cambiare il modo in cui le aziende comunicano con il pubblico.
Ormai focalizzarsi in maniera ossessiva sul prodotto non ha più senso. Il gioco può diventare noioso e controproducente. I marchi hanno bisogno di generare empatia. C’è chi lo fa con messaggi pubblicitari e iniziative speciali (mi vengono in mente Nike e Red Bull) e chi invece punta su iniziative di altro tipo (viral, guerriglia, ecc.) ugualmente efficaci.

In rete empatia e engagement possono andare a braccetto. L’importante è che l’obiettivo finale non sia fine a sè stesso (tremo ancora al pensiero di alcuni advergame di pochi anni fa).

La cosa diventa ancor più interessante se è l’azienda a volersi sinceramente divertire con il proprio pubblico, magari contribuendo anche alla diffusione di messaggi positivi. Così anche tematiche a sfondo sociale possono essere affrontate con leggerezza e condivise con un pubblico più ampio.

Il progetto Italian Supporter Style sul quale ho lavorato nelle ultime settimane nasce da queste considerazioni, oltre che dall’opportunità fornita dalla partnership con la nazionale italiana.
Cavalca la volontà di staccarsi dall’inflazionato gagliardetto tricolore appoggiato sulle pagine pubblicitarie per fare qualcosa di diverso.
Perchè la rete ce lo permette e sarebbe un peccato non cogliere l’occasione.

Se avete voglia e tempo, dateci un occhio e ditemi cosa ne pensate.

Io penso sia un buon lavoro di “sperimentazione applicata” in cui engagement, branding e discreto product placement si fondono in un piacevole mix.

I più reticenti potrebbero storcere il naso chiedendosi quale sia il ritorno di un progetto simile.
Indipendentemente dai risultati, la prima valenza è quella di generare una soft-disruption che porta a riconsiderare i tradizionali approcci di comunicazione. Ad esempio uno stimolo a generare campagne e iniziative differenti partendo dalla rete.
Poi la condivisione sana e disinteressata di una passione e di un modo di essere con il pubblico, di cui facciamo parte anche noi che lavoriamo in azienda.
E questo modo di porsi non può fare che bene alla popolarità e all’accettazione di un brand.

Anche la possibilità di mettere in pista iniziative di questo tipo continua a far parte, secondo me, del bello di internet.

Il bello di internet (1)

Domenica scorsa mi sono trovato in una situazione critica.
Uno spammer aveva attaccato un blog che gestisco al fine di veicolare su una pagina colma di annunci AdSense i clic provenienti dai motori di ricerca.
Mi sono accorto dell’inconveniente osservando i dati giornalieri di traffico, in caduta libera.

Andrea, che nonostante il ponte era connesso, mi ha aiutato con la consueta disponibilità a identificare la ragione del problema. Poi con una ricerca su Google ho trovato l’interessante blog di Mario Pascucci che con i suoi suggerimenti e assoluta cortesia mi ha dato una mano a cavarmi d’impiccio. Effettuata la pulizia del database e installata la nuova versione di WordPress ecco un’altra sorpresa: il vecchio template non caricava più i post perchè in maniera un po’ irruenete avevo eliminato un plugin richiamato da una stringa presente nel template stesso. Ma ormai ero troppo stanco anche per accorgermene da solo. Fortunatamente mi sono venuti in aiuto gli amici Daniela e Luca, sul pezzo nonostante fosse la festa della repubblica.

E allora, mi dirai, dov’è il bello di internet?

Beh, nell’assoluta voglia di dare una mano di chi è in rete e non esita a dedicare il proprio tempo per dare un aiuto a chi è in difficoltà, amico o sconosciuto che sia. Una situazione inaspettata, soprattutto per chi come me – vivendo a Milano – vede le persone preoccuparsi ormai principalmente di sè stesse.

Ma in rete, fortunatamente, spesso è un’altra cosa.

Tifamus cum stile!

italian supporter style

Visto che le giornate hanno 24 ore, gli europei stanno per iniziare e uscire dall’ufficio solo alle 9 di sera mi faceva brutto, ho pensato ci fosse bisogno di fare ancora di più e dare un contributo a chi come me è pronto a tifare Italia.

Si parte dai suggerimenti degli utenti per identificare in rete le cose più divertenti e inusuali sui tifosi fuori dal comune: le segnalazioni verranno pubblicate sul blog Samsung.

Poi, in crescendo, si arriva all’Italian Supporter Style, il cammino filosofico che può aiutare il tifoso convinto a raggiungere il karma.

E allora… TIFAMUS CUM STILE!

Tag: ,,,,,,

Questo blog utilizza WordPress.