Piegare fa bene
Andrea Andreutti - 23/06/08Mentre andate in ufficio in moto vi è mai capitato di astrarvi, cominciare a guidare in scioltezza e trovarvi a scambiare una rotonda per una bella curva di montagna?
Forse la prossima volta, come me, vi ricorderete di tenere i piedi ben incollati al carter motore
La saggezza di Brunetta
Andrea Andreutti - 18/06/08Il ministro Brunetta ha aperto la caccia ai fannulloni, con grande risonanza sui media.
Si vede che è uno con la testa sulle spalle.
Non ne ha avviata una contro i coglioni, che sennò rischiavamo di dover ripopolare il paese.
Datemi una leva e vi solleverò il mondo
Andrea Andreutti - 18/06/08Prendo spunto da questa frase per parlare di motivazione e nello specifico di motivazione sul lavoro.
Datemi una leva e vi solleverò il mondo, diceva Archimede.
Datemi fiducia, appartenenza, riconoscimento e farò miracoli, potreste dire al vostro responsabile.
E attenzione, per riconoscimento non mi riferisco a incentivi economici (sono importanti, ma ci si scorda di loro dopo due giorni), ma al fatto che l’azienda riconosca l’importanza del vostro contributo, il vostro valore, il piacere di avervi a bordo e di considerarvi uno di famiglia, unico e insostituibile.
Che senso ha urtare la sensibilità di uno di famiglia, fargli un torto, farlo irritare?
E’ da stupidi e controproducente.
Investire nel suo potenziale e favorire il suo entusiasmo, invece, è un incredibile propellente.
Fino a qui niente di nuovo.
Sono cose che potete trovare su ogni libro di gestione del personale.
Peccato che questi concetti, all’apparenza addirittura banali, non siano così scontati per molti top manager nostrani e non, per i quali dipendenti e collaboratori stranamente dovrebbero fare salti mortali per carità ricevuta o l’immenso piacere di vedere i loro capi brillare come astri al loro fianco.
E pensare che basterebbe così poco.
O, forse, troppo.
E li chiamano manager.
Tag: management,motivazione,risorse umaneInternet e effetti indesiderati
Andrea Andreutti - 17/06/08Vedo che oggi il Corriere della Sera rilancia con un articolo questo post di Nicholas Carr, tra l’altro ben segnalato su digg.
Lo spunto mi sembra interessante e quindi suggerisco la lettura dell’articolo in inglese.
Per quanto mi riguarda scopro con piacere di non essere ancora stato colpito dalla sindrome della rete.
Riesco ancora a concentrarmi, dedicare il giusto tempo alla lettura delle informazioni che mi interessano, leggere un buon libro semza avere turbamenti di sorta.
Insomma, sto bene.
Certo, anche io sono uno di quelli che se hanno a disposizione una connessione Wi-Fi ci si buttano come pesci, ma bastano due giorni di disintossicazione per riportarmi al normale distacco dal PC.
Non ci credete? Regalatemi un paio di settimane ai Caraibi che ve lo dimostro
Il segreto nel software?
Andrea Andreutti - 15/06/08Questo articolo del Financial Time rilancia il tema degli applicativi software come elemento chiave per il successo dei sistemi operativi per dispositivi mobile.
Non ho dati al proposito ma penso che oggi in Italia solo una limitata percentuale di chi usa uno smartphone lo abbia scelto partendo da questo presupposto.
Però ritengo che in un futuro abbastanza prossimo potrebbe non essere così.
Voi cosa dite?
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