Motori e testa
Andrea Andreutti - 21/06/07Quando leggo di tragici incidenti come quello di Cremona, nel quale sono morte tre persone, sono rattristato. Anche se con i motori e’ facile farsi prendere la mano (capita anche a me), troppo spesso vedo anche in citta’ macchine e motociclette sfrecciare a velocita’ assurde. Cosi’ quando capita l’imprevisto uscirne bene diventa piu’ difficile e in un attimo si rischia di bruciare cio’ che abbiamo di piu’ prezioso.
Oggi alcuni motociclisti hanno risollevato il tema della caccia alle streghe nei nostri confronti, invitando a far sentire la nostra voce per difendere la categoria.
Ma fatemi il piacere.
Dobbiamo imparare a far gruppo quando aumentano indiscriminatamente i prezzi di assicurazioni e bolli, quando si parla di sicurezza stradale o si affrontano temi importanti; non solo quando ci descrivono come brutti e cattivi. Queste sono solo sciocchezze per bambini.
Come motociclisti possiamo rivendicare i nostri diritti presso le istituzioni su alcuni argomenti fondamentali ma allo stesso tempo abbiamo anche noi (come gli automobilisti d’altra parte) il dovere di rispettare la sicurezza altrui.
Lo si fa anche e soprattutto usando la testa, indipendentemente dai cavalli che si hanno sotto la sella e dal luogo dove si sta usando la moto, strada o pista che sia.
Moto Guzzi Class Tour
Andrea Andreutti - 12/06/07L’idea e’ semplice quanto efficace: sul mercato ci sono molti buoni prodotti.
Se facciamo conoscere e provare i nostri abbiamo maggiori possibilita’ che piacciano e magari vengano scelti. Inoltre la condivisione di questa esperienza con altri puo’ innescare un positivo passaparola che porta benefici al marchio.
Nasce cosi’ il Moto Guzzi Class Tour, una bella iniziativa che in un fine settimana permette di provare sulle strade di Mandello tutti gli ultimi modelli della casa dell’aquila.
Ho partecipato all’appuntamento del 9-10 giugno e sono rimasto molto soddisfatto perche’ sono riuscito a conoscere e capire un brand storico e i motivi che ancora oggi lo rendono cosi’ amato da molti motociclisti veri, piu’ attenti alla sostanza del prodotto che alle mode passeggere.
Come sapete mi ero avvicinato per la prima volta a Moto Guzzi solo pochi mesi fa attraverso la prova della Norge 1200. Mi aveva fatto una bella impressione ma non pensavo che alle spalle ci fosse una gamma altrettanto valida.
Qui pero’ ne ho avuto conferma provando personalmente la Sport 1200, la Griso 1100, il California Vintage, la Norge 850 e la Breva 1100.
Ogni modello ha le sue peculiarita’ ma ti ci trovi subito a tuo agio.
Comunque dopo la prova le mie preferite restano la Sport 1200 e la Griso 1100, anche se la Breva e’ un gran prodotto.
Poi c’e’ il bicilindrico a V che da vecchio possessore di moto giapponesi avevo sempre guardato con un po’ di diffidenza.
Solo ora ho capito cosa mi ero perso.
Quel motore ha una personalita’ unica che secondo me in quanto a fascino e sensazioni non ha nulla da invidiare a Harley, Ducati e BMW (non me ne voglia mio fratello Lucio). Anche il nuovo cardano Ca.R.C. fa bene il suo dovere cosi’ ci si puo’ dar dentro senza rischi come si guidasse una moto con trasmissiona a catena (garantisco per l’asciutto, dato che siamo stati fortunati con il tempo).
Il Moto Guzzi Class Tour e’ stata anche l’occasione per conoscere persone nuove. Come capita sempre in questi casi nei primi minuti si e’ tutti un po’ sulle proprie ma appena si inizia a parlare di moto e, ancora peggio, si sale in sella tutte le formalita’ scompaiono. Cosi’ ci si ritrova come ragazzini pronti a scambiarsi spontaneamente le moto al semaforo per poi condividere le impressioni di guida.
Impeccabile anche l’organizzazione. Colgo l’occasione per salutare e fare i complimenti a Tommaso, Daniele di Moto Guzzi, Laura di Dream Engine, Gianni di Curve&Tornanti e Cecco, che ci ha fatto da apripista andando piu’ piano del solito.
Qualcuno potrebbe fermarsi di fronte al costo di partecipazione.
D’accordo, non e’ proprio trascurabile ma adeguato se rapportato a un fine settimana come questo (pensate solo a quanto potrebbe costarvi il noleggio giornaliero di una moto). In questa fase pareggiare i conti e’ un bene anche per il marketing di Moto Guzzi, che cosi’ puo’ sostenere piu’ facilmente un’iniziativa nuova nei confronti del top management e incontrare prospect veramente interessati al prodotto e con il giusto potere d’acquisto.
Da parte mia, quindi, ben vengano iniziative di marketing di questo tipo.
Se siete interessati potete vedere se c’e’ ancora disponibilita’ per qualche data.
Un lampeggio
I taxi di casa nostra
Andrea Andreutti - 05/06/07A Seoul
Ore 20:23 – Taxi disponibili senza attesa grazie al numero elevato di mezzi circolanti. Come a New York, li chiami alzando una mano.
Tariffa di partenza: 1,6 euro (1.900 won)
Costo 8,5 Km percorsi in 28 minuti: 7,30 euro (9.100 won)
Ricevuta: stampata con microstampante, comprende numero di auto, riferimento di telefono fisso e mobile, data, ora di partenza e di arrivo, chilometri percorsi, tariffa finale
A Milano
Ore 21:30 – Taxi disponibili all’areoporto di Linate senza attesa (4 auto) perche’ e’ domenica sera.
Tariffa di partenza: 6,5 euro (8.128 won)
Costo 13 Km percorsi in 25 minuti: 25,90 euro (32.388 won)
Ricevuta: un foglietto con data, numero di taxi, importo scritti a mano e firma illeggibile
Io non riesco ancora a spiegarmelo.
Voi si?
Viral vorrei ma non posso
Andrea Andreutti - 01/06/07Questa mattina ho assistito a una breve presentazione di Matt Smith di The Viral Factory, una delle realta’ che reputo piu’ dinamiche tra quelle che realizzano progetti viral.
La presentazione aveva due scopi: convincere i presenti che vale la pena investire su questo fronte, mostrare alcune “produzioni” di successo (video che ben conosciamo perche’ hanno gia’ fatto il giro della rete) per ingolosire il pubblico.
Trovandomi dall’altra parte del mondo (sono a Seoul e lo stesso per lui che ha sede a Londra) mi aspettavo un intervento diverso.
Penso che il punto oggi non sia tanto il fatto che i viral funzionino, che ci siano agenzie capaci di realizzarli come si deve, ma come un’azienda debba porsi nel momento in cui vuole fare il grande passo provando a realizzare un’iniziativa di successo.
Con frequenza sempre maggiore infatti mi capita di vedere video che vorrebbero stupire, divertire, farsi ricordare ma alla resa dei conti risultano tristemente poco efficaci e gradevoli anche se prodotti da realta’ competenti perche’ non si e’ osato a sufficienza per i motivi piu’ svariati: brief sbagliato del cliente per mancanza di conoscenza del mezzo o del target di riferimento, eccessivo focus sul prodotto, paura (sempre lato cliente) di osare troppo e di essere bloccati dal top management e via dicendo.
Ma dico, se un’azienda non si sente pronta a realizzare un viral, nessuno la obbliga. Che senso ha gettarsi a capofitto sul viral solo perche’ tutti ne parlano?
Se lo si fa occorre la convinzione di tutti e la volonta’ di sviluppare il progetto con approccio strategico, anche perche’ ormai per emergere bisogna essere piu’ bravi degli altri. Si evitera’ anche di apparire come chi si presenta a una festa di gala con tacchi da sette centimetri senza saperci camminare o ingessati in improbabili doppio petto mai indossati.
Dove non arriva il cliente, infine, sarebbe bello arrivasse l’agenzia, senza cedere al compromesso di realizzare un viral poco efficace solo per prendere l’ordine. Come tutti i buoni consulenti, l’agenzia dovrebbe verificare che il cliente abbia la preparazione giusta. In caso contrario fornirgli le indicazioni necessarie a raggiungerla quanto prima (anche se questo puo’ significare perdere il business nell’immediato) o tirarsi indietro.
Anche se tutti hanno target da raggiungere e quindi spesso e’ meglio un uovo oggi che una gallina domani, continuo a preferire quegli incontri in cui ci si confronta affrontando anche le criticita’. Quasi sempre, alla fine, cliente e fornitore si accorgono di aver condiviso spunti interessanti sui quali riflettere e crescere, con buon vantaggio di tutti. Business compreso.
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