Un’ora che vola

moto guzzi norgeLa guardi e sbagliandoti pensi che pesera’ parecchio.
La accendi e al minimo senti un rumore inconfondibile.
Poi vedi vibrare a ritmo le due estremita’ del manubrio.
Nulla a che vedere con una giapponese.
Non e’ una Harley ma c’e’ altrettanto carattere e storia alle spalle.
Poi, quando parti, ti accorgi che i 250 chili non si sentono neppure, tanto e’ facile e piacevole da guidare ma allo stesso tempo confortevole.
Ti sembra di conoscerla da mesi, anche se, come capita a me, e’ la prima volta che sali su una Guzzi.
Cosi’, quando scade l’ora e devi riconsegnare la Norge 1200, ti spiace di non essere stato uno dei giornalisti che se la sono portata fino a Nordkapp.

Grazie alla concessionaria Tecnomoto per avermi fatto conoscere la nuova aquila.

Quelli del giorno dopo

Sono italiani e hanno trent’anni e anche piu’. Non venti, purtroppo.
E’ la seconda volta su due che me li trovo tra i piedi al pronto soccorso.
Sono le coppie della pillola del giorno dopo.
E io che pensavo che nel 2007, nel nostro paese, gli strumenti di contraccezione fossero noti a tutti. Cosi’ scopro che, al di la’ di innovativi anelli vibranti, c’e’ ancora spazio per i vecchi condom.

Norge

guzzi-norgeTra le iniziative di marketing online che preferisco ci sono quelle delle case automobilistiche in occasione del lancio di nuovi modelli.
Ogni volta che mi trovo di fronte a un form per ricevere informazioni su un nuovo prodotto o addirittura effettuare un test ride non resisto alla tentazione; non tanto per la prova del mezzo stesso (che in alcuni casi mi interessa sul serio) ma per verificare in prima persona i meccanismi che vengono attivati dalla casa, il coinvolgimento dei concessionari, i feedback raccolti su prodotto e dealer a fine iniziativa.

Tra le moto presentate lo scorso anno, la nuova Guzzi Norge mi e’ particolarmente piaciuta. Prima di tutto perche’ come sapete sto pensando a una nuova due ruote, poi sembra avere tutte le caratteristiche di un buon prodotto e infine anche perche’ insieme a Breva e Griso interpreta il nuovo slancio dell’aquila.
Venerdi’ ho ricevuto una DEM per il test ride, e cosi’, grazie alla concessionaria Tecnomoto di Milano, la prossima settimana mi provero’ la nuova Norge.
Sono curioso e non vedo l’ora.
Poi vi racconto.
Ora scappo.
Il Cebit mi aspetta.

Sul blog ADCI si parla di marche e web

A partire da questa settimana, coinvolgendo tre persone che si occupano di web marketing in azienda e tre popolari blogger italiani, il blog ADCI affronta il tema della comunicazione sul web.
Se siete interessati ci trovate anche il mio post.

Ancora su italia.it

italiaCi ritorno perche’, al di la’ della risultato del logo Italia e le ovvie polemiche che ha suscitato, sono stato colpito dalla dichiarazione del presidente della Triennale riportata da Spot and web.

Davide Rampello infatti dice: “…un logo americano per l’Italia mortifica i tanti bravi designer italiani – penso a Mario Bellini, Pierluigi Cerri, Bob Noorda, Ettore Sottsass…”

E’ proprio qui il punto che forse non e’ stato messo sufficientemente in evidenza nelle varie discussioni.

Come i politici preferiscono le auto blu di provenienza tedesca, anche qui si e’ guardato subito fuori casa. Ovvero, quanto siamo bravi noi italiani, ma per un motivo o per l’altro… all’estero e’ meglio.

E’ vero, magari ci sono anche motivazioni valide, ma se noi per primi non puntiamo su noi stessi (specie sulle cose che rappresentano il paese) chi lo deve fare?

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